15/03/05

Nuovo sito Trenitalia

Trenitalia ha un sito tutto nuovo, piuttosto piacevole e molto più comodo di quello precedente. E decide di farlo sapere a tutti con un'inconsueta azione pubblicitaria.

 

Sul sito di Repubblica, infatti, Trenitalia ha acquistato oggi tutti gli spazi disponibili per i banner.



Non è un'idea completamente nuova. Circa 20 anni fa, un mezzo considerato piuttosto umile, come le trasportate interne (cioè i cartelli che si trovano all'interno degli autobus) inventò la "personalizzata", cioè la possibilità per un inserzionista di acquistare tutti gli spazi disponibili in una vettura.


Che io sappia, però, questo tipo di scelta non era mai stata applicata al web e devo dire che il risultato è di grande impatto. Entro sera tutti gli opinion's leader del web sapranno che Trenitalia ha un sito nuovo.


L'accoglienza pare essere buona. Anche un pubblico molto esigente, come quello che frequenta il forum di Diodati sull'accessibilità, ha dato un parere non negativo (e non è poco :-)


Posted by Sofia Postai at 12:01 p. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

14/02/05

Non piace il nuovo look di Repubblica.it

Basta leggere gli interventi nel forum dedicato alla discussione sul restyling per rendersi conto che per la maggior parte dei lettori di Repubblica.it quella di stamattina non è stata una bella sorpresa.

In ogni videata (che comprende 30 interventi) ci sono uno o al massimo due pareri positivi. Gli altri si posizionano tra la rassegnazione, la perplessità e la più profonda indignazione.
Un cambiamento così drastico scontenta sempre gli utenti abituali e per siti frequentati da un numero così grande di persone, la gradualità non guasta mai. Bene lo sa Yahoo che negli anni è cambiato moltissimo, ma senza che nessuno ne provasse particolari traumi.

Quello che gli affezionati rimproverano a Repubblica riguarda principalmente la home page, mentre sulle pagine interne si registrano pareri più sfumati e persino soddisfatti per l'arricchimento dei contenuti.

I rimproveri principali

  1. Ha perso in caratterizzazione ed è diventato un sito come tanti altri
  2. E' illeggibile
  3. E' brutto (con variazioni da "orribile" a "era meglio prima")
  4. Si vede male su Mac
  5. Non si trovano più alcune sezioni cui gli utenti erano abituati

Il primo rimprovero non è privo di fondamento. Il design "duro" della passata edizione aveva il vantaggio di avere molta personalità mentre la nuova home page è più modaiola, cioè simile ad altri siti (per esempio il Corriere, come è stato rilevato da molti).

La logica del "me too" non paga, soprattutto quando si è leader. Bisogna avere il coraggio di osare qualcosa di diverso.

La sensazione di illegibilità deriva, secondo me, dal fatto che la pagina si apre con un articolo principale che ha a fianco una foto, la quale, a sua volta, si trova esattamente al di sopra di un altro articolo, spesso della stessa larghezza, di modo che non si capisce (se non per il senso) se si riferisce all'articolo alla sua sinistra o a quello sottostante.
Da considerare anche una certa piattezza gerarchica, per cui è meno chiaro che nella vecchia versione, quali siano le notizie più importanti. Questo infastidisce molto l'utente: l'ho verificato più di una volta su test che sono stati condotti sui miei siti.

Qualche filinovisibile (quelli azzurri sono appena percettibili) non avrebbe guastato alla chiarezza della suddivisione di colonne e articoli.

La bruttezza e la difficoltà a trovare gli argomenti sono appunti cui si deve essere preparati quando si effettua un restyling. Solitamente sono bilanciati da almeno altrettanti pareri favorevoli e si sa che sono compresi nel prezzo. In questo caso però, c'è una vera sollevazione popolare contro...

La scarsa compatibilità con Safari (o in generale con Mac) stupisce in un sito che è sempre stato famoso per la sua robustezza. Fa pensare che si andati on line un po' prima di essere veramente pronti.

Per chi ha l'abitudine di guardare i sorgenti html stupisce ancora di più che il codice sia pieno di errori (oltre 100 alla validazione w3c) . La DTD dichiara un html transitional, ma le tag "meta" sono chiuse come per un xhtml. Anche gli attributi di <html> appartengono ad xhtml e la pagina è dichiarata come in lingua inglese (lang="en").

Il layout è senza tabelle, che è una pratica cool ma non veramente indispensabile per la qualità di un sito, e comunque senz'altro meno fondamentale di un codice valido, a norme.

Insomma, anche se Repubblica.it resterà il primo sito che guardo, subito dopo aver acceso il computer la mattina, ci sono veramente molti aspetti che consigliano una messa a punto di questo restyling.

Posted by Sofia Postai at 09:37 p. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (3) | TrackBack

24/11/04

Web Style Guide

On line dal 1994, la Style Guide della Yale University è stata una pietra miliare per tutti i web designer della prima ora. Giunta alla seconda edizione a stampa nel 2002, è tuttora completamente consultabile da web.

Cercando del materiale per un conferenza che sto preparando, Google mi ha riportato alla Web Style Guide, che diversi anni fa conoscevo praticamente a memoria.
Credo che tuttora non ci sia nulla in rete che spiega in modo così semplice le basi del visual design applicato al web e per questo ve la segnalo, pur essendo tutt'altro che una novità..

Avere una gabbia di layout, dare un valore gerarchico (visivo) alle informazioni, usare decentemente i poveri strumenti di typography che il web mette a disposizione, sono in questa guida spiegati in modo chiaro e sintetico, con esempi emblematici illuminanti.

Anche se non si tratta certo di una novità (l'aggiornamento sostanziale risale al 2002) questa guida può essere molto utile a molti web designer che hanno un'estrazione tecnica e non "grafica", in quanto fornisce gli strumenti di base di una corretta impostazione visiva.
E' ottima anche la parte che riguarda l'architettura informativa, che spiega, sempre con lo stesso stile concreto e semplice, i principi del "site design" troppo spesso trascurato e fonte della maggior parte degli errori di usabilità (da carenza di progettazione informativa).

Ai fan degli standard web questa guida può dispiacere, perché parla ancora di tabelle di layout e di frames, e questo può essere il motivo della sua scarsa popolarità in Italia, visto che i web designer più attenti stanno da qualche anno esaurendo tutta la loro energia nella fatica di usare un tipo codice non ancora ben supportato dai browser.
Tuttavia, se rimane ancora qualche mezz'ora per guardare un po' più in là del codice, questa Style Guide è sempre un'ottima risorsa.

Posted by Sofia Postai at 10:05 m. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (3) | TrackBack

05/11/04

Lifting Yahoo!

Yahoo.com cambia leggermente look: una modifica molto leggera, com'è sempre stato nel suo stile. Il risultato è piacevole, ma il codice è del tutto discutibile.

Questa è senz'altro una bravura, perché non turba gli utenti con sostanziali stravolgimenti, ma riesce a restare sempre attuale. La sensazione è che Yahoo non cambi mai, ma basta dare un'occhiata al vecchio Yahoo per renderci conto di quanto (e quante volte) è cambiato.

La nuova impostazione, non ancora implementata nella versione italiana, è senz'altro più ordinata e rende più facile trovare le cose. Fate una prova (quella che ho fatto io per verificare se l'ordine era solo apparente o anche funzionale): cercate le mappe, prima nella precedente versione e poi in quella attuale. A meno che non foste un'utente abituale di questo servizio (io non lo sono) ora è molto più facile individuarle.

Gli utenti abituali, comunque, possono sempre usare l'impostazione precedente che rimane ancora attiva e facilmente raggiungibile grazie ad un link in alto a destra, senz'altro ben visibile.

Anche aver portato la fascia colorata (che contiene il campo-testo per la ricerca) alla stessa larghezza del corpo-pagina mi sembra un fattore di ordine e un abbassamento del rumore cognitivo, che su questi siti è sempre elevato.

Mi lascia perplessa, invece, la scelta di abolire la sottolineatura dei link, che non mi sarei aspettata da un luogo abbastanza tradizionale come Yahoo. Non credo che sia da condannare, perché comunque (a differenza di tanti altri portali) l'applicazione è rigorosa: il blu è riservato ai link e i link sono tutti e solamente blu. Però mi chiedo se lasciare la sottolineatura avrebbe proprio interferito tanto con l'ordine di questa nuova impostazione. Forse sì.
Massimo Moruzzi sul suo dotcoma, dice che il nuovo Yahoo assomiglia molto a Myway: non ha tutti i torti, e Myway ha i link sottolineati senza essere troppo caotico...

Il codice di questo restyling, secondo me piacevole, lascia invece inorriditi. A parte che manca persino la DTD, il validatore w3c segnala 303 errori, e ci sono persino dei "ceppadding" (linee 194 e 196). E' chiaramente un errore di digitazione, ma pare impossibile che un sito come Yahoo.com possa andare on line senza che nessuno faccia una verifica formale di correttezza del codice.
Eppure evidentemente è così.

Posted by Sofia Postai at 05:02 p. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

29/10/04

Concorsi di bellezza per siti

Quasi tutti i web designer sognano, più o meno segretamente, di vincere qualche concorso o che il loro lavoro venga pubblicamente riconosciuto come degno di nota. Se alcuni concorsi sono praticamente riservati ai soliti noti, ce ne sono altri, che chiedono solo aderenza agli standard web.

Anche se non avete progettato Google, potete essere presi in considerazione da CSS beauty, Web Standard Awards, o CSS Vault. Tutto quello che vi chiedono è che il sito che sottoponete sia in xtml strict + css2 e rigorosamente senza tabelle.
Sono nati per valorizzare questa progettazione ed è logico che non prendano in considerazione altre impostazioni, più "antiche".

In più -ma è ovvio- il sito deve avere un'elevata qualità estetica. Vengono premiati anche siti con alcuni errori di navigazione o di funzionalità. Giusto o sbagliato che sia (sbagliato, secondo me) è tuttavia comprensibile, visto il loro obiettivo.

Non è necessario che il sito sia poi molto originale, mi pare piuttosto che venga spesso premiata una certa aderenza ad un gusto trendy, che personalmente a me piace moltissimo, ma che credo che non durerà più di qualche anno. Altrimenti, che moda sarebbe?

Qualche spunto ricorrente nei siti segnalati

  1. Layout a due colonne
  2. Impaginazione blog style
  3. Molta decorazione
  4. Uso di elementi visivi di gusto retrò
  5. Background stile tappezzeria
  6. Colori in nuance
  7. Ombre
  8. Bianco!
  9. Grande qualità di grandi immagini

Buon lavoro... e se vi piacciono i background a texture, non perdetevi i pattern di Squidfingers: sono gratuiti, basta una citazione nel foglio di stile.

Posted by Sofia Postai at 06:05 p. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

22/10/04

Provocazioni sui sentieri dei CSS

Sulle orme di CSS Zen Garden nasce l'italiano CSS Zen Sentiero di Michele Ledda: una palestra di CSS design tutta italiana che ha gà visto partecipazioni eccellenti. Da segnalare senz'altro il contributo di Michele Diodati.

Il "ragnone" di Michele Diodati è progettato intenzionalmente con grosse criticità, per evidenziare come l'aderenza agli standard (e relativa validazione W3C) non garantisca neppure livelli minimi di accessibilità (nel design-provocazione di Diodati, basta avere un monitor inferiore a 1280 perché venga compromessa la leggibilità del testo).

La tesi è meno ovvia di quanto sembra e va vista sotto l'ottica di una recente polemica (avvenuta nei forum di Diodati) riguardo ai siti accessibili e alla possibilità (che pare verrà concessa dalla legge) di usare un foglio di stile alternativo nei siti obbligati all'accessibilità, mentre invece viene escluso il "sito alternativo".
In altre parole i file strutturali (x)html devono essere accessibili e uguali per tutti, mentre è possibile usare visualizzazioni (cioè fogli di stile) alternativi.

Michele Diodati ha inteso dimostrare, con la sua provocazione, che un foglio di stile può contenere istruzioni tali che nascondono il contenuto e che quindi realizzano in pratica un sito alternativo, cioè diverso nei contenuti.

Personalmente non credo che sia un reale pericolo, ma indubbiamente in linea di principio Michele ha ragione.

PS. CSS Zen Sentiero è un'iniziativa aperta a tutti. Se vi piace cimentarvi col CSS design, questo è il luogo giusto.

Posted by Sofia Postai at 11:01 m. in L'arte del possibile | Permalink | Commenti (0) | TrackBack