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21/12/06
Coprire i buchi della banda larga: dal 2007 si fa sul serio
Due notizie di questi giorni ci dicono che dal 2007 il Governo darà battaglia sul serio per sconfiggere il digital divide e diffondere la banda larga ovunque. Prima notizia: è nato ieri, con decreto del Consiglio dei Ministri, il "Comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale". Obiettivo: copertura del 100 per cento della popolazione entro il 2011 (dall'attuale 87 per cento).
Seconda notizia: da questo mese, il Ministero della Difesa e quello delle Comunicazioni hanno cominciato a mettersi d'accordo per il passaggio delle frequenze deputate al WiMax. Ora sono vicini a un'intesa e il Ministero delle Comuincazioni conta di fare il bando per l'inizio dell'anno prossimo. Stima ottimistica- forse toccherà aspettare l'estate- però almeno adesso si ha la certezza (o quasi) che entro il 2007 il WiMax avrà luce anche in Italia. Con 3-4 anni di ritardo rispetto al resto d'Europa.
Le due notizie sono collegate perché il WiMax, nella versione che ha già avuto esordio commerciale nel resto d'Europa (la 802.16d), serve soprattutto per portare la banda larga nelle zone non raggiunte da Adsl. È così in Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna (per esempio), con offerte simmetriche fino a 4 Mbps e prezzi simil-Adsl (da 10 a 60 euro al mese), con flat VoIP in bundle.
È WiMax da postazione fissa, per accessi da casa o dall'ufficio; per questi scopi, vanno bene le frequenze designate, cioè 3,4-3,6 GHz, che in Italia sono ancora in mano al Ministero della Difesa. Il quale si sta ora mettendo d'accordo sull'ammontare del rimborso che gli spetta dal Ministero delle Comunicazioni. L'Autorità Garante delle Comunicazioni, però, già da novembre ha aperto la consultazione pubblica attraverso la quale deciderà i criteri per le aste WiMax, che assegneranno le licenze agli operatori. In Germania si è appena conclusa, questa settimana, l'ennesima asta di assegnazione; è la prima lì ad avere una rilevante copertura territoriale. In Francia, in Germania e in Gran Bretagna, infatti, si sta delineando la tendenza a offrire il WiMax anche là dove c'è l'Adsl; in concorrenza con i tradizionali operatori broadband. Il che è un bene per i consumatori, perché spinge i prezzi in basso e diversifica le offerte.
È chiaro che laddove l'Adsl manca, il WiMax giunge ancora più opportuno, per sanare le situazioni di digital divide di cui soffrono aziende, utenti, pubbliche amministrazioni. Per coprire il 100 per cento della popolazione, come da obiettivi del Governo, è inevitabile usare anche tecnologie wireless, dove non convenga posare la fibra o installare Dslam Adsl. Il WiFi, l'Hiperlan già sono usati a questo scopo; il WiMax però offre migliori garanzie di qualità ed è più congeniale per utenti esigenti e imprese.
Il neo Comitato servirà a coordinare (come "cabina di regia") le varie iniziative e progetti con cui già le pubbliche amministrazioni, gli operatori e soggetti come Sviluppo Italia-Infratel stanno andando a colmare il digital divide. Il Comitato avrà quindi il duplice compito di intesificare i lavori e di fornire una regia che finora è mancata nella selva di iniziative disparate e indipendenti le une dalle altre, frutto della libera iniziativa di soggetti pubblici o privati. Il pericolo, nel caos dei progetti, è di sprecare risorse e di allontare l'obiettivo della copertura totale; per esempio, senza una regia, si rischia di avere più progetti anti digital divide in una stezza zona, sovrapposti; e di lasciarne sguarnita un'altra.
Il Comitato è formato dai ministri delle Comunicazioni, degli Affari regionali, delle Riforme e delle Innovazioni nella Pubblica amministrazione. Collaborerà un pool tecnico presieduto da Paola Manacorda, ex commissario dell'Autorità Garante delle Comunicazioni. Compito del pool è di ottimizzare gli interventi e le risorse pubbliche stanziabili a questo scopo, "pari a 1 miliardo e 100 milioni di euro, secondo un primo censimento, per oltre due terzi disponibili su scala locale", ha dichiarato Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni.
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16/12/06
Gli operatori virtuali? Nel 2007
L'ha promesso la nostra Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom): il prossimo sarà l'anno in cui arriveranno i primi operatori mobili virtuali in Italia. Finalmente: siamo i soli in Europa a non averli. In realtà da quest'autunno c'è già una sorta di operatore virtuale: la Coop, che si è accordata a riguardo con Tim per vendere servizi mobili. Però non è un vero operatore virtuale (Mnvo, Mobile number virtual operator): è un rivenditore. A differenza dei veri Mnvo, non può vendere proprie Sim né decidere in libertà i prezzi. Anche 3 sembra prossima a stringere un accordo con una catena di grandi magazzini (il cui nome non è stato ancora ufficializzato); ma si resta sempre nell'ambito della rivendita. Secondo la stessa Agcom, non basta però la presenza dei rivenditori per dichiarare che sono arrivati i primi operatori virtuali in Italia. Solo questi ultimi, infatti, daranno una scossa al nostro mercato. Come? Altrove in Europa- dove mobili virtuali sono operatori fissi o aziende molto note in altri settori- sono serviti soprattutto per tagliare i prezzi al minuto e quelli degli Sms, svolgendo un ruolo simile a quello delle compagnie aeree low cost.
In Italia Agcom dubita che i virtuali svolgeranno questa funzione di ammazza prezzi. Forse limeranno un po' i prezzi degli Sms (all'estero sono in effetti meno cari), "ma non aspettiamoci grandi cose", spiega Enzo Saverese, consigliere Agcom. "Perché da noi- continua- già 3 Italia ha contribuito a fare una grossa concorrenza sui prezzi, con un ruolo inedito in Europa per un operatore reale". È proprio per questo motivo che Agcom ha definito abbastanza cocnorrenziale il mercato di telefonia fissa italiana (quando si trattava di valutarlo in vista della nuova regolamentazione richiesta dalla Commissione Europea). Un giudizio che finora ha chiuso le porte all'ingrosso dei virtuali: poiché il mercato è stato stimato abbastanza concorrenziale, Agcom ha deciso di non imporre agli operatori reali di accordarsi con i virtuali (come invece hanno fatto le Autorità in Francia e Spagna). I virtuali in Italia sarebbero potuti arrivare solo a fronte di liberi accordi commerciali...che però non ci sono stati. Alcuni operatori fissi (tra cui Tele2) hanno accusato Tim, Wind e Vodafone di fare cartello contro gli accordi, denunciandoli all'Antitrust, che si riserva di decidere a riguardo il 10 maggio 2007 (gli uffici dell'Antitrust, da una prima analisi, sono orientati a dare ragione ai fissi).
Adesso la situazione è diversa, però ed è per questo motivo che Agcom pensa che nel 2007 i virtuali arriveranno. "In Italia svolgerebbero infatti un ruolo particolare- aggiunge Saverese. Servono infatti per riequilibrare la situazione contorta della convergenza fisso-mobile". Operatori che hanno una rete mobile- Telecom Italia e Vodafone- stanno lanciando servizi convergenti: Unico e il numero fisso di Vodafone Casa. Entrambi vivono tra luce e ombra, adesso: Agcom ha permesso loro solo qualche mese di sperimentazione, che finirà a febbraio. Il problema è che questa convergenza non è replicabile da altri operatori di rete fissa privi di rete mobile. Lo sarà solo quando i fissi riusciranno a diventare virtuali e vendere così servizi convergenti: è lo scopo dichiarato di Tele2, Tiscali, Fastweb, Elitel, BT, tra gli altri.
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11/12/06
Il numero fisso Vodafone è sperimentale
Come previsto, il Ministero delle Comunicazioni la settimana scorsa ha dato un via libera sperimentale al servizio di numero fisso Vodafone. Potrà essere venduto per due mesi a un massimo di 15 mila utenti. Il Ministero e l'Autorità Garante delle Comunicazioni analizzeranno come si comporta servizio, nella fase sperimentale, per decidere poi il da farsi. Il punto è che è un servizio non previsto dalle norme, non regolamentato; il numero fisso Vodafone, frutto di una convergenza tecnologica e tariffaria con la rete mobile, nasce come pioniere in un terreno inesplorato.
La decisione del Ministero va quindi a sovrapporsi a quella del tribunale di Roma che a fine novembre ha dato ragione a Telecom Italia e ha bocciato l'offerta numero fisso di Vodafone. Il tribunale aveva detto che il servizio non era legittimo perché si muoveva in un terreno non regolamentato. E non poteva essere il tribunale a decidere seduta stante le nuove regole per il fisso-mobile. Adesso la decisione del Ministero fa chiarezza e dà un primo alone di legittimità al servizio Vodafone, che quindi potrà andare avanti, sebbene solo in via sperimentale. Il tutto non colpisce il servizio Vodafone Casa in generale (senza numero fisso), che potrà continuare a essere venduto normalmente.
È chiaro che è solo un assaggio di quello che verrà: il difficile sarà stabilire, prima o poi, le regole definitive per il fisso mobile. Per l'Agcom la sfida sarà regolamentare l'innovazione senza bloccarla e allo stesso tempo senza sbilanciare gli equilibri tra operatori fissi e mobili, che ormai combattono sempre più sullo stesso terreno.
UPDATE
Si apprende che la sperimentazione Vodafone non potrà riguardare la portabilità di numeri Telecom. Dovrà essere basata solo su numeri fissi Vodafone e non su quelli di altri operatori. È così perché continua a valere la decisione del tribunale secondo cui Telecom non è obbligata a dare la portabilità del numero da fisso a mobile. Sulla quale l'Autorità Garante delle Comunicazioni sta aprendo una consultazione di 60 giorni che coinvolgerà tutto gli operatori italiani, per poi fissare le regole eventuali.
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04/12/06
VoIP su cellulare: la fretta e la prudenza
Quest'autunno ci sono stati due annunci che segnano passi di svolta nel rapporto tra telefonia mobile e VoIP. La prima guarda ora al secondo come un'opportunità e non solo più come una minaccia; ma ha in testa uno scopo: sfruttare la rivoluzione ingabbiandola, rendendola innocua.
I due esempi sono da una parte le mosse di Nokia, dichiarate a fine novembre nel Nokia World di Amsterdam. E, dall'altra, l'annuncio, a ottobre, delle X-Series di 3 Group.
Nokia ha lanciato per la prima volta un supporto ufficiale a servizi VoIP: quelli di Gizmo, che ora sono integrabili nel modello N80 Mobile Edition. Con Gizmo è possibile chiamare ovunque nel mondo a prezzi inferiori a quelli di Skype. Nelle X-Series, invece, sarà integrato Skype (in Italia da maggio). Si noti, quindi, per prima cosa che non è stato aggiunto un client VoIP universale, basato su Sip, che sarebbe stato possibile usare con tutti i provider VoIP standard. No: si è preferita una strada a binario chiuso. Inoltre, Gizmo è destinato a essere usato solo su WiFi, perché le normali tariffe Umts renderebbero troppo costoso lo scambio di pacchetti. A meno di non acquistare una flat, ma sono poche quelle a prezzi appetibili per il pubblico di massa. 3 rimedierà con le flat abbinabili a Skype, con due canoni da circa 1 euro al giorno o 20 euro al mese (i prezzi sono ancora da definire), che includono illimitate chiamate su Skype (si paga a parte SkypeOut, però). Anche qui c'è la logica del recinto, però, perché il VoIP sarà solo quello autorizzato da 3, cioè quello di Skype; e per ora le X-Series saranno solo su due modelli costosi, Sony Ericsson W950 e Nokia N73. CHe non hanno WiFi, quindi il VoIP possibile è solo via Umts. 3 ha dichiarato che intende creare un client java, per i servizi X-Series, adatto quindi a tutti i videofonini; ma comunque sarà supportato solo il VoIP di Skype e inoltre 3 non sembra intenzionata a presentare modelli WiFi.
Produttori e operatori hanno stretto quindi un'alleanza, pare, per spartirsi i vantaggi del VoIP con calma e impedendo alla rivoluzione di rompere le dighe del business. Prima lo facevano ostacolando l'arrivo di terminali WiFi in occidente; adesso questi ultimi sono tra noi, ma costano tanto e comunque nessuno ha un sistema operativo dotato di stack Sip decente. Non ce l'ha il symbian, né Windows mobile, né PalmOs. Solo Linux, che però è in modelli asiatici che da noi non arriveranno mai (o solo quando il VoIP sarà ormai ridotto perfettamente nei ranghi). Risultato: le poche soluzioni arrivate su cellulare sono ad oggi non basate su Sip e quindi chiuse, vincolate ai servizi di un solo provider (come Gizmo, appunto, o TruPhone).
Alcuni addetti ai lavori aggiungono che gli operatori hanno (o avevano) anche l'abitudine di ostacolare il VoIP su Umts introducendo ritardi artificiosi (come se non bastassero le care tariffe dati a scoraggiare gli utenti). In realtà, è un traffic shaping che adesso finisce anche sotto l'egida di Nokia, che a fine novembre ha lanciato una piattaforma "Peer to peer traffic control", rivolta agli operatori che vogliono sfruttare la potenza business dell'IP senza scottarsi.
Da un altro punto di vista, va detto che quanto sta accadendo è sempre meglio della chiusura totale che produttori e operatori hanno riservato finora all'IP. Secondo l'osservatorio di ricerca inglese Analysys è inevitabile: l'industria si aprirà sempre più all'IP, in termini di infrastrutture e servizi; i prezzi delle chiamate scenderanno sempre più, a monte e a valle.
Così, le X-Series sono interessanti perché mostrano l'avanguardia di questo fenomeno. Nel canone onnicomprensivo, infatti, 3 intende inserire non solo Skype ma tanti servizi scelti dalla grande internet, con la partnership dei giganti del settore. Cioè: browsing completo, instant messaging di Msn e Yahoo!, servizi di Orb per l'accesso remoto al computer tramite cellulare, Tv in tempo reale di Sling Box. Per la quale bisogna acquistare uno scatolotto, collegarlo a router e Tv di casa e poi si possono trasmettere i canali via internet dalla televisione al cellulare.
È ovvio che la internet mobile resta sempre non neutrale, per via delle tariffe (che possono includere alcuni servizi e altri no) e delle scelte tecnologiche di produttori e operatori, come spiegato sopra. È un limite che difficilmente sarà superato nel medio periodo. Non c'è quella libertà d'uso di servizi che ha fatto la forza della grande Internet e ha permesso, in un clima di competizione corretta, la nascita di giganti come eBay, Google, Yahoo!. Quegli stessi giganti che ora si alleano con gli operatori e i produttori.
Posted by Alessandro Longo at 03:51 p. in Connessioni | Permalink | Commenti (10) | TrackBack



