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20/06/06

Adsl e VoIP alla ricerca di garanzie di qualità

Il problema è noto, ma la novità è che adesso si cerca una soluzione: chi sta per comprare un'Adsl o un servizio banda larga (VoIP, per esempio, ma anche Ip Tv) sa quanto spende ma non sa in realtà, di preciso, che cosa avrà in cambio. Già, perché "velocità fino a 4 Megabit non garantita" non vuol dire molto; ad oggi l'utente per accendere un lumicino nella nebbia dell'incertezza si appella ai newsgroup, ai commenti su forum, chiede agli amici se "quel" provider è affidabile o no. Dal prossimo anno potrebbe però andare meglio.

Grazie a due progetti appena partiti, dove è forte la presenza istituzionale, gli utenti potrebbero avere presto punti di riferimento ufficiali per capire la qualità e le caratteristiche reali di un'offerta di Adsl o di servizi IP, prima dell'acquisto. Un progetto è del consorzio VoIPex, che raccoglie vari operatori internet medio-piccoli, le associazioni provider, istituzioni come l'Istituto superiore delle comunicazioni (parte del Ministero delle Comunicazioni) e soggetti vari come Postecom e l'ufficio internet della Santa Sede. Il VoIPex sta facendo partire la prima certificazione dei servizi IP (si comincia dal VoIP, a settembre), con test curati dall'Istituto superiore delle comunicazioni. Il secondo progetto è di Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) e si riferisce alle Adsl, con lo scopo di fornire agli utenti un quadro delle caratteristiche reali di ciascuna offerta.

Ad avere tratti definiti, ad oggi, è in particolare il progetto VoIPex. I provider aderenti potranno richiedere un test dei propri servizi IP. Di seguito, se tutto va bene, riceveranno un certificato dal VoIP (un bollino di qualità) che potranno affiggere sul proprio sito, insieme ad alcuni dati che emergeranno dai test. Soprattutto, il VoIPex farà luce sul grado di interoperabilità di quel servizio; cioè in che misura funziona bene anche su reti diverse da quella dell'operatore che lo fornisce.

Nel caso del VoIP, significa vedere se e quanto bene funzionino le chiamate fatte tra utenti di servizi di operatori diversi (così come altre funzionalità, come la presence online). I risultati del test saranno disponibili agli utenti. Se il progetto riuscirà a coinvolgere anche gli operatori maggiori (che adesso sono in forse; in particolare spicca l'assenza di Telecom Italia) sarà uno sprone perché i servizi IP si aprano e smettano di essere recinti chiusi, cioè funzionanti solo all'interno della rete di ciascun operatore. Arriderebbe al pubblico un mondo dove tutti gli utenti, di qualsiasi operatore, possono comunicare su IP, in vario modo, in barba ai sistemi telefonici tradizionali.   

Tutto da costruire è invece il progetto Agcom. Ricade nel più ampio impegno, sancito con una delibera, di creare entro l'anno prossimo la prima carta dei diritti internet (analoga a quella che tutela l'utente dei servizi di telefonia mobile o fissa). Agcom chiederà ai provider di fornire e dichiarare garanzie più precise, per esempio sui tempi di attivazione, di risposta dei call center, di riparazione guasti. Il tema scottante sono le prestazioni: <<internet è una rete best effort per natura, quindi la qualità della connessione da un punto all'altro non può essere garantita in modo assoluto>>, spiega Guido Tripaldi, presidente di VoIPex. Ci sono da tempo garanzie generiche, come la banda minima garantita, la quale tuttavia si riferisce, ad oggi, soltanto alla quantità di banda per utente all'interno della rete dell'operatore (per l'esattezza, a livello Atm nel caso dell'Adsl base; a livello di backhauling in fibra, con l'Adsl 2 Plus). Come fare, quindi, per dare pietre di paragone agli utenti Adsl per un aspetto così importante come la velocità? Agcom ci sta pensado, nel corso di un tavolo di lavoro sul tema; la prima riunione è stata due settimane fa, la seconda e conclusiva sarà il 26 giugno. Una proposta, adesso al vaglio dell'Autorità, è dare il compito a un organismo super partes di fare test periodici su ciascuna offerta Adsl e divulgare i risultati al pubblico. Gli utenti, in base alle prestazioni registrate in passato, potrebbero farsi così un'idea di quelle che otterrebbero dall'offerta. Sembra una buona idea, un compromesso di fronte all'impossibilità di dare garanzie certe sulle prestazioni. Certo, non c'è la garanzia che le prestazioni ottenibili siano aderenti a quelle registrate in passato. Tuttavia, il sistema potrebbe creare un circolo virtuoso, perché i provider avrebbero tutto l'interesse di mantenere una buona reputazione, per non sfigurare nei test pubblici.

Si noti bene: all'estero non c'è niente di simile; ci sono siti, certo, che testano le prestazioni dei provider (da noi l'ha fatto per un periodo Altroconsumo), ma nessuna istituzione se n'è preso l'incarico. In realtà, è un problema tipicamente italiano; in altri Paesi, infatti (in Nord Europa, in particolare), le dichiarazioni delle pubblicità vengono prese molto più sul serio. Il provider non si può permettere (pena multe salatissime da parte dei garanti) di promettere linee ad alta velocità e poi offrire connessioni scadenti. Cosa che invece qui è accaduto spesso, senza conseguenze per il provider (se non la perdita di utenti, ormai frustrati dalla lentezza). Altrove, inoltre, è più forte la concorrenza sul mercato Adsl, mentre qui è ancora schiacciata sull'offerta Telecom, che mette al primo posto i prezzi bassi. Di conseguenza sono ridotte le possibilità e gli sproni per i provider a competere sul terreno della qualità.       

Inviato da Alessandro Longo alle 17:00 in Connessioni | Permalink

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