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09/09/05

Tesoro, mi s'è depresso il blog

Mentre scrivo queste righe, i blog - almeno quelli ospitati dal servizio Live Journal - sono un po' giù di corda. Una buona scusa per parlare di sentimenti.

ESAURITI. L'istituto di informatica dell'Università di Amsterdam ha messo in piedi un Moodgrapher. Si tratta di un filtro sui contenuti dei blog che, a regime, potrebbe essere in grado di stabilire l'umore dei blog e ragionare su alcuni comportamenti ad esso legati. Il che, se suona poco più che idiota in senso assoluto, è apprezzabile per due ragioni: la prima, secondaria, è che esaltà l'umanità di questa parte della Rete; la seconda, più concreta, è che tenta nuove vie di classificazione (dunque, in un secondo tempo, di ricerca) dei contenuti della Rete. Per il momento, il progetto è ancora embrionale e permette di stabilire ancora poche correlazioni: per esempio, la natura ciclica di determinati sentimenti, la ricorrenza nel tempo di alcuni comportamenti, nonché il riflesso sullo stile di espressione delle persone in caso di eventi di vasta portata (come gli attacchi terroristici degli ultimi mesi). La scelta di Live Journal non è casuale: questa piattaforma consente di corredare i post con un tag relativo all'umore, una possibilità che grazie agli stretti legami che si formano tra i membri e al peculiare senso di appartenenza a una comunità, è sfruttata nella gran parte dei siti ospitati (l'80% dei post, dicono ad Amsterdam). Studiando la relazione tra l'umore dichiarato dal blogger e il contenuto di un post, per esempio la ricorrenza di parole o di forme verbali, il lavoro dei ricercatori dovrebbe produrre modelli affidabili anche su piattaforme prive di tag umorali, tracciando l'evoluzione dei sentimenti sulla semplice base dei contenuti pubblicati. Per la cronaca, alle 9 di mattina (ora italiana) del 9 settembre 2005, l'umore medio dei 100.000 post quotidianamente ingeriti dal Moodgrapher era exhausted.

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SOPRAVVISSUTI. Sulle tracce di forme spontanee di giornalismo d'emergenza, Antonio Sofi s'è messo alla ricerca di testimonianze da New Orleans. Questa settimana, in una serie di post (1, 2, 3, 4, 5), ha cercato di tenere traccia di quanto è emerso dalla Louisiana travolta dall'uragano Katrina. L'impressione è quella di una crisi tutto sommato anomala, per quanto riguarda la copertura sui blog, con più fuffa del solito (notizie e sentimenti di seconda mano), molte commistioni con i grandi media (il debutto di Cnn nel citizen journalism) e pochi casi lampanti di testimonianze spontanee dal luogo del disastro. Con tutto che The Interdictor, il blog forse più attivo in questo momento a New Orleans, è un gran bel caso di giornalismo dal basso.

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FELICI. La felicità, qui, è un obiettivo più che uno stato d'animo. Sulle tracce dei risvolti economici della felicità, intesa come rifiuto dell'esasperazione del mercato del secolo scorso e come apertura su vasta scala alle nuove forme di collaborazione promosse dalle reti di comunicazione, si è messo da qualche tempo il giornalista Luca De Biase, che nel suo sito condivide le bozze ancora incomplete di un possibile futuro libro. Economia della liberazione è il titolo di lavoro. Al percorso di ricerca di De Biase dedica un bel post oggi Beppe Caravita, dal quale traggo un interessante post scriptum dedicato ai blog:

Luca mi chiede. Come mai la Francia oggi ha 3 milioni di blog e l'Italia solo 100mila?
Domanda difficile. Io provo qui la mia risposta.
La Francia è un paese che tuttora ama, socialmente, il suo Stato.
Perchè l'ha partorito lei, con il suo sangue.
Questo ha cementato un tasso di fiducia profonda, com è quello da Madre a figlio.
La Francia ha un tasso di fiducia più elevato dell'Italia.
Il blog libero e disinteressato è un atto di fiducia sociale.
L'Italia ha meno fiducia sociale. E' una società di furbi che non perdono tempo con i blog. E' una società in cui ci sono ancora troppi dipendenti*.
*questo termine non ha nulla a che vedere con i lavoratori dipendenti, altra cosa. La dipendenza italiana è dipendenza culturale da un sistema di supposta sopravvivenza, alias clientelare, alias sto zitto perchè è meglio e mi conviene...
I residui blog italiani, del resto, esprimono ovviamente una fortissima e urlante (sotto sotto) domanda di fiducia.
Sbertucciano i giornalisti (di potere o di cordata). Sbertucciano i politici. Amano i Beppe Grillo, di cui si può avere fiducia.
La fiducia è un fondamentale bene civico, un valore fondante delle società. Si fonda sulla verità.
E non sulla manipolazione della verità, gioco dei furbi.
Ma sulla Croce della verità. Che irradia valore.
Bene scarso in Italia. Di cui l'elite italiana (ovvero anche i blog) hanno intuitivamente coscienza. Aumentata dalla rete.

I blog italiani stanno cercando quindi spontaneamente di ricostruire questo valore, così come possono.
I blog sono parte del valore e della coscienza della rete.
Non è un valore per te che mi leggi, non è un decente progetto di vita?
La vuoi questa croce? Costa poco....
Pesa?
In Italia, quindi, siamo ancora troppo pochi.

[Networks Games, 9/9]

-°-

PROPOSITIVI. Sull'esperimento di democrazia diretta di Beppe Grillo è stato già detto molto (ne abbiamo parlato pure in questa rubrica, una settimana fa). Pure troppo, visti i toni accesi che hanno caratterizzato molti dibattiti avvicendatisi sui blog italiani. Di nuovo si può dire - ora che Grillo ha dichiarato i numeri dell'iniziativa: 1.464 persone hanno raccolto spontaneamente 24.339,03 euro - che la mobilitazione è stata davvero eccezionale. Per contro, i risultati - in fatto di visibilità sulle testate tradizionali - sono stati contenuti e deludenti. A Grillo che con le migliori intenzioni urla che i vecchi media sono finiti, rispondono - questa volta in modo propositivo - alcuni blogger, stimolati da Massimo Moruzzi:

A Beppe Grillo chiedo: non è possibile che se la democrazia rappresentativa è passata attraverso la stampa e l'opinione pubblica, la democrazia diretta debba passare per le 4 P ? No, non sto parlando di prezzo, posizionamento, promozione e... quale era quell'altra pippa? Push-button Power Publishing for the People, il vecchio payoff di Blogger.com
Beppe, coraggio: quando fai un post dal titolo: Crea il tuo blog ? Noi lo facciamo adesso.


Crea il tuo blog

Invece di dare soldi ai vecchi media che stanno morendo (perchè tenerli in vita artificialmente?)
e che non parlano di temi scottanti e che ti stanno a cuore, fallo tu. Crea il tuo blog.

>Se hai un blog, copia e incolla sul tuo blog.

Crea il tuo blog con...

- Blogger
- Splinder
- Bloggers.it
- Il Cannocchiale
- Io Bloggo
- Giovani.it
- Excite
- Libero
- Aruba
- Clarence
- Virgilio
- Kataweb
- superEva

Non c'è solo Beppe Grillo. Siamo in tanti. Vuoi essere dei nostri ?

>Fai Girare. Grazie.

[dot-coma, 7/9]

Inviato da Sergio Maistrello alle 10:32 in Blogotipi | Permalink

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Tracked il 17 novembre 2005 alle 07:47

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Tracked il 17 novembre 2005 alle 07:50

Commenti

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