« Il TgBlog di Marco Montemagno e TagCloud rannuvola i blog | Principale | Kataweb prepara Feedo e la casa di libri »
09/06/05
Content Filtering per la salvaguardia del lavoro
La diffusione di Internet, la diffusione di virus, e la diffusione di siti per svagarsi porta a restrizioni, non sempre piacevoli.
Quasi tutte le aziende forniscono ai loro dipendenti accesso ad Internet, per la documentazione, la ricerca di informazioni, gli aggiornamenti degli applicativi e come benefit.
E' abbastanza chiaro che spesso nelle pause lavorative gli utenti utilizzino Internet anche come mezzo di comunicazione, utilizzando programmi di Instant Messaging come ICQ o MSN Messenger, piuttosto che per navigare, non solo verso siti di Informazione (testate giornalistiche), ma anche verso blog o siti a contenuto più ludico.
Questo può essere visto come un problema.
Da un lato per la facilità con cui si contraggono virus e altri programmi dannosi durante la navigazione (è infatti sufficiente autorizzare l'installazione di un componente ActiveX per installare programmi spia o peggio), dall'altro per la paura che i lavoratori perdano troppo tempo navigando invece che lavorando, le aziende si attrezzano mantenendo Proxy e sistemi di Content Filtering per mantenere sotto controllo le abitudini di navigazione degli utenti.
Dal punto di vista della sicurezza, si potrebbe discutere sul fatto che gli utenti si portino in ufficio Cd-Rom fatti a casa, e quindi possano infettare con virus i computer aziendali anche se questi sono privati della connessione. Il problema dal lato dei computer aziendali portatili è maggiore in quanto gli utenti li portano a casa per utilizzarli la sera e nei fine settimana.
L'utilità del Proxy dal lato della sicurezza diventa quindi inferiore alle aspettative.
La seconda ragione che spinge al Content Filtering è di impedire che gli utenti perdano troppo tempo navigando quando dovrebbero lavorare, oppure che visitino siti di "dubbio gusto" durante l'orario di lavoro.
Ogni proxy si basa su una lista di parole chiave che, se contenute nell'indirizzo del sito, ne impediscono l'accesso.
L'accesso può venire impedito anche sulla base di indirizzi IP oppure di categorie di siti web.
In base ai tre criteri sopra esposti, è possibile impedire agli utenti la visione di siti che possano distrarli dal lavoro facendo loro perdere troppo tempo.
Un messaggio avvertirà gli utenti della ragione per cui non sono abilitati alla visione del sito, e in alcuni casi sarà possibile contattare l'amministratore per far rimuovere il sito dall'elenco dei siti vietati.
Purtroppo il sistema di filtraggio dei contenuti non è sempre corretto, specie per forum e blog che trattano di vari argomenti.
E' infatti possibile che un sito passi una fase di alcuni mesi in cui resta prevalentemente ludico, per passare successivamente ad una fase tecnica o di diffusione delle informazioni, magari dopo essere stato catalogato come troppo dispersivo per la navigazione da ufficio.
Dall'altro lato, i portali istituzionali dei grossi provider diventano sempre più ricchi di contenuti, affiancando all'informazione e ai servizi di consultazione della posta elettronica degli utenti anche aree di svago, giochi, messaggerie e download, diventando forse ancora più dispersivi di siti unicamente ludici.
Può sembrare quindi strano, quando è possibile giocare su un sito web, non riuscire ad accedere ad un semplice blog tecnico, eppure la problematica legata al Content Filtering è complessa, ed è destinata a diventarlo ogni giorno di più.
Se da un lato i siti internet diventano più dispersivi e distraggono gli utenti dal lavoro, dall'altro non è possibile bloccare l'accesso a portali solo perché ospitano anche aree ludiche.
Purtroppo, sembra che la strada della fiducia nei lavoratori sia una strada non percorribile.
Inviato da Elena Franco alle 13:11 in dailyfocus | Permalink
TrackBack
TrackBack URL per questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d8341c706653ef00d83547a1cb69e2
I blog che linkano questo post: Content Filtering per la salvaguardia del lavoro



