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04/05/05
Chiudi la stalla, che son scappati i buoi!
Lo scoop delle pecette nere, la brutta figura dei giornali e quello che se ne può imparare - di qua e di là del recinto.
La vicenda è nota: nel pomeriggio del 30 aprile il rapporto ufficiale della commissionione d'inchiesta sulla morte a Baghdad dell'agente dei servizi segreti italiani Nicola Calipari è reso pubblico via Internet in formato Pdf. I brani di testo secretati sono evidenziati con lo stesso colore del testo, per renderli illeggibili. Non essendo stato applicato alcun vincolo al copia e incolla, però, è sufficiente trasferire il testo in un programma di videoscrittura per leggere l'intero testo senza limitazioni, omissis compresi.
Di quello che sembra un imbarazzante errore di procedura si accorgono nel giro di poche ore alcune persone pratiche di gestione digitale dei documenti e la notizia inizia a girare in Rete. Entro la mattina del 1° maggio il testo completo viene messo a disposizione di tutti da Gianluca Neri sul suo Macchianera. Nel giro di qualche ora, come se fosse piovuto dal cielo, e senza alcuna attribuzione evidente, lo scoop apre i siti dei maggiori giornali e le edizioni dei telegionali.
Delle valutazioni politiche poco importa, se ne parla già molto altrove. Qui è il caso di raccogliere un po' di spunti interessanti che riguardano i blog e l'informazione, perché siamo di fronte a uno dei primi casi italiani di notizia che trabocca prepotentemente dal fondo fino ad arrivare in prima pagina. Nota Marco Montemagno:
Ho l'impressione che i media tradizionali non abbiano compreso quello che è successo domenica. [..] Non siamo davanti a una curiosa bravata di un ragazzino; non si tratta di confinare l'accaduto al solito 4 occhi informatico che si è divertito a curiosare in un pdf. Siamo davanti a un cambiamento (o meglio, a una rivoluzione mediatica) di tali dimensioni, che è quasi difficile rendersene conto per quanto è grande.
[da Sky TG24 Pianeta Internet, 3/5]
Rincara Luca De Biase:
Assurdo non pubblicare le fonti della notizia. Chi ha scritto che si è trattata di una scoperta dei "lettori" ha dimostrato di pensare al pubblico indifferenziato dei media tradizionali e non al pubblico informato e attivo dei nuovi media. Ma chi pensa in questo modo è destinato a cambiare idea.
[da Braudel, 3/5]
Sull'attribuzione della paternità della notizia, per cui da alcune ore si disputano il trofeo di eroe del giorno Gianluca Neri, Yannis Parasyris, Salvatore Schifani e il network di Indymedia -
ma tra loro neanche un giornalista, nessun investigatore, nessun esperto del caso
[nota Luca Sofri su Il Foglio, 3/5 - via Wittgenstein]
- il dibattito resta aperto. Antonio Sofi propone una chiave di lettura:
Non è insomma, a mio parere, questione di primacy assoluta in termini di tempo, ma di primacy giornalistica: Neri, su Macchianera, ovvero uno dei blog italiani più letti e seguiti, non ha fatto altro che pubblicare un post su qualcosa che probabilmente molti avevano già scoperto privatamente, che altrettanti forse sapevano ma sul quale nessuno aveva scritto ancora una riga. [..] Per esempio, nei commenti a questo post, c'è chi afferma che la cosa fosse ampiamente nota fin dalla sera prima "negli ambienti giornalistici". A me pare che la rivelazione, se fosse vera, più che essere una diminutio per Neri, sia un segno di scarso istinto giornalistico di chi invece sapeva: che la scoperta fosse molto notiziabile lo dimostra il fatto che nella giornata di ieri il caso esplode e il documento senza pecette diventa la notizia del giorno.
[da Webgol, 2/5]
Sulla corsa delle redazioni a trovarsi una fonte credibile da presentare in pubblico (il giorno dopo, come approfondimento di colore), Mantellini ha pochi dubbi:
Scrivere su Repubblica o sul Corriere, "l'ho letto su Macchianera" e' una realta' inconfessabile per chiunque abbia una considerazione simbolica della propria attivita' professionale. Tutta roba legata al mondo che fu. La mail del lettore greco o messinese e' compatibile con la funzione di filtro informativo del giornalista (anche se ridotta alla odiosa formula "alcuni lettori ci informano.."). La lettura della notizia su un blog no. I blog, nell'immaginario ristretto di molta stampa rappresentano una sorta di concorrente sleale: non e' possibile citarli pena il rischio che qualcuno li associ, per capacita' di informazione ed analisi, alla informazione professionale. Ora la cosa divertente e' che questa e' a tutti gli effetti una paranoia. Una specie di ossessione cristallizzata di molta stampa che non riesce a comprendere che oggi l'informazione viaggia a velocita' molto superiori alla capacita' di controllo di chiunque. Sempre piu' spesso le notizie importanti usciranno da viottoli differenti delle solite 4 agenzie di stampa. [da Manteblog, 2/5]
Oppure, per dirla con uno dei cavalli di battaglia di Giuseppe Granieri:
Il giornalismo nostrano (ma succede anche oltreoceano) non ha ancora scoperto che citare la fonte aggiunge, non toglie, autorevolezza. E questo può impararlo dalle prassi di Rete.
[da Blog Notes, 3/5]
-°-
Fin qui la paternale alle grandi testate. Ma ce n'è anche per gli stessi blog. Perché se in questa vicenda esiste un aspetto più fuorviante ancora dell'ostinazione a ignorare l'elemento di novità che si è affacciato nella macchina dell'informazione, elemento di cui i blog sono strumento più che causa, questo è l'eleggere lo scoop a fine ultimo e implicito di qualunque sito personale. Ancora Granieri:
Un individuo che si informa e che aggiunge opinioni ed expertise e poi ripubblica, non ha il suo asset nello scoop, quanto nella personalità e nella credibilità a lungo termine. Per definizione, un blogger non dovrebbe preoccuparsi dello scoop, dato che statisticamente (considerando gli strumenti a sua disposizione) non riuscirà mai a farne due nella stessa vita. Lo stesso Neri ci è arrivato un po' studiando Grand Hotel e un po' per la legge dei grandi numeri, tentando di sollevare il polverone un giorno sì e uno no, dalle liste massoniche alle polemiche con ogni individuo sotto gli ottant'anni (ma anche oltre se necessario).
[da Blog Notes, 3/5]
Inviato da Sergio Maistrello alle 10:02 in Blogotipi | Permalink
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I blog che linkano questo post: Chiudi la stalla, che son scappati i buoi!
» Omissis e scoop... da ..:digital||divide:..
Ho appena finito di leggere Sergio Maistrello su internet.pro a proposito della vicenda omissis nel rapporto dell'esercito USA sulla morte di Calipari.
Ho appena finito di leggere l'articolo ed eccomi qui a consigliarvene la lettura.
..:Digital||... [Continua a leggere]
Tracked il 4 maggio 2005 alle 11:34



