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18/01/05

Fenomenologia del lurker

Lurker, ovvero il lettore che si tiene defilato e si guarda bene dal dare segni della propria presenza. Come a dire: il classico consumatore di giornali e tv (basta che paghi); e, perché no, anche di portali Web (basta che generi traffico). È la norma dove il canale di comunicazione è passivo, ma è un comportamento che stride con la vitalità delle - come le definisce Giuseppe Granieri - zone abitate della Rete, dai siti personali ai gruppi pubblici di discussione. È come entrare in una biblioteca di paese e non rivolgere una parola all'impiegata del Comune: il che non impedisce affatto di consultare i libri, ma magari la bibliotecaria avrebbe gradito.

Così, all'inizio di gennaio, si è sparsa per la blogosfera l'idea di istituire un de-lurking day, una manciata di ore a disposizione dei lurker dei blog, i lettori silenziosi, per lasciare una traccia del proprio passaggio. In altre parole: non ti manifesti perché non trovi un contesto per esprimerti? Voilà, eccoti un contesto fatto su misura per te: questo è lo spazio in cui scrive chi non ha nulla di particolare da dire.

La proposta nasce il 5 gennaio, con tanto di icone da diffondere online, sul blog americano paper napkin:

I know you're out there. My stats tell me you're out there. And today you have a once in a lifetime chance to let your presence be known. Well, okay, technically you have that chance everyday, but today is De-Lurking Day! A special day celebrating lurkers, and exhorting you to muster the strength and bravery to click on that comment button and end the deafening silence. So say hi, or tell me your wish for 2005, or what you're having for lunch, or your diabolical plan for world domination-- whatever. I am one of the worst offenders, and may be popping by your site to say "Hello, I'm Sheryl, and I am a lurkaholic"

Come accade alle piccole idee confezionate bene, il successo è immediato (200 commenti in poche ore, prima della chiusura degli stessi: l'ideatore aveva promesso di donare un dollaro in beneficenza per ogni lurker uscito allo scoperto). L'iniziativa si diffonde e fa proseliti in tutto il mondo, generando peraltro una sottoletteratura da commento improvvisato e a tema libero tutta da scoprire.

Anche in Italia dove il primo de-lurking day - dimenticando la beneficenza, peccato - viene istituito spontaneamente tra l'11 e il 13 gennaio: lo adottano, con risultati variabili in funzione della popolarità del sito e dell'entusiasmo dimostrato, La vita istruzioni per l'uso (64 commentatori rivelati), Quattro Passi (24), Zitti al cinema (78), PensieriInEcCesso (24), Indignato (20), Daveblog (197), Manteblog (192)... e qui magari interrompiamo la lista, rimandando a una ricerca su Google il resto del lavoro.

Interessante è spulciare i commenti, dove emergono alcuni sottointesi del rapporto tra blogger e lettori. Senza attribuirne paternità e provenienza, che ci interessa poco in questo momento, ecco alcune perle:

- Io leggo, ma commento poco perchè mi intimorisci!

- Appunto lurko e basta per non scrivere stupidaggini.

- Confesso: la maggior parte delle volte lurko. Per discrezione? Mah, diciamo la verità: è più la pigrizia…

- Ma secondo me qui da te commentano pure i ciechi, non sei esattamente il tipico blogger che ha bisogno del De-Lurking Day per conoscere i propri lettori.

- sono un lurker e manco lo sapevo

- Devo dire che il nome "lurker" non mi piace... non c'è modo di trovare qualcos'altro? Il Silente?

- ma avete mai pensato che, semplicemente, a volte ci sono richieste, oltre alle passwords, una serie di specifiche che manco si capiscono? o anche questo (la conoscenza delle url, per esempio) è un filtro, per quanto involontario? (o volontario?)

- Ti leggo praticamente tutti i giorni, e sei uno dei miei preferiti, ma, al contrario della vita reale, la mia vita da lettrice di blog è silenziosa... Mi piace "ascoltare"!!

- L'hai voluta tu... ebbene sì, ti leggo quotidianamente. Ti invidio disperatamente. Mi inibisci ripetutamente. Per questo non commento mai. Sei troppo bravo.

- ma se uno legge solo che poi, beh, si vergogna?...(ciao)

- hai l'incredibile capacità di far sentire scemo qualcuno.

- Dopo tutto non siamo che segni... questa è la mia traccia.

- il silenzio è d'oro... ma star per un giorno è meglio! :-)

- Una volta al giorno di qua si passa. Oggi si macchia il foglio. Ciao.

- E' cosi' bello lurkare e ridere delle scempiaggini che dicono gli altri....

- Eh, il feed lo rende difficile, poi la pigrizia...un saluto rurale!

- Io pure commenterei, ma quel Metitieri... :-)

- Ho vinto qualche cosa?

- ° -

A proposito di beneficenza: i 200 euro devoluti da paper napkin sono andati a una delle associazioni impegnate nel Sud Est asiatico. A questo proposito, segnalo uno studio pubblicato di Marco Montemagno su come i blog abbiano affrontato la catastrofe in termini di racconti di prima mano e di mobilitazione in favore delle popolazioni colpite, pretesto per un'analisi del ruolo che i siti personali («I nuovi padroni di casa del Web») si sono ritagliati nel grande gioco dell'informazione.

Inviato da Sergio Maistrello alle 11:54 in Blogotipi | Permalink

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Commenti

Io ti linkerei proprio per non lurkarti

Inviato da: serenaseblu | 19 gennaio 2006 alle 13:42

Delurko per segnalarti Lurkerking, dove si contano i lurker senza metterne a prova la pigrizia: http://www.lurkerking.com

Inviato da: Doppler | 22 novembre 2007 alle 14:21

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