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21/10/04
I motori di ricerca si evolvono: non chiamatela guerra
Ancora un titolo di giornale sulla "guerra nei motori"! Basta! Sono dieci anni che i motori di ricerca si fanno la guerra cercando di svettare sugli altri. Solo che negli ultimi 2-3 anni sono diventati degli strumenti di massa e la loro ovvia e costante evoluzione continua a soprendere molti. Ma la competizione continuerà ancora a questi livelli?
Assolutamente si e Bambi Francisco, la simpatica analista finanziaria di CBS MarketWatch, sintetizza cosa ci si può aspettare nei prossimi anni dal search:
The point is that the more digital our lives become, the more technology can help organize and search it. The more we digitize, the more we have to search.Indubbiamente, la concentrazione avvenuta nel settore in questi anni, ha contribuito a scatenare la fantasia degli appassionati delle business-novelas, che tendono a identificare il settore del search come un campo di battaglia con Google e Yahoo! (e prossimamente MSN in prima persona) a fare i generali delle principali armate antagoniste.
E se proprio dobbiamo rappresentare le vicende dei motori di ricerca come una guerra (ma non bastano già quelle reali?), possiamo metterci comodi perché sarà un conflitto lungo, pieno di continui colpi di scena, e che vedrà l'introduzione di nuove armi strategiche.
Continuando sul paradigma bellico, volevo sintetizzare alcune delle prossime mosse tattiche che andranno a spostare il conflitto su molteplici fronti.
In linea generale, i motori di ricerca stanno passando da semplici catalogatori di siti web a solutori di quesiti da un lato (orari mezzi pubblici, indirizzi e telefoni, ecc.) e fornitori di servizi dall'altro (e-mail, ricerche sul desktop, ecc.). Questo, insieme alla modalità con la quale vengono gestiti gli inserzionisti pubblicitari, sta trasformando le search engine companies da aziende tecnologiche a media company (se ne è discusso in passato qui).
Nel contempo, la funzione di ricerca è centrale per innovativi progetti online lanciati di recente, come ad esempio per Clusty che raggruppa in cluster i risultati di ricerca in modo estremamente funzionale. Una vecchia conosceza, Bill Gross di Idealab (da cui nacque GoTo e quindi Overture), ha invece lanciato Snap, ove i siti vengono censiti mostrando anche il gradimento che gli hanno riservato gli altri utenti. Sono nuovi progetti che meriteranno senz'altro un approfondimento in futuro, anche perché dietro ognuno di essi e di altri search engine lanciati di recente, potrebbe nascondersi il nuovo Google.
Peraltro, è sempre Bambi Francisco che si lancia sull'ipotesi che presto potremo utilizzare le ricerche su internet anche dal nostro televisore. Sorpresi? Non credo. Siamo ormai talmente abituati a convivere con l'evoluzione tecnologia che tendiamo a dare per scontato che i prossimi 12-24 mesi cambieranno ancora il nostro rapporto coi media. E così avanti per gli anni successivi. Forse la vera guerra siamo noi che la stiamo instaurando con i media digitali ;-)
Inviato da Mauro Lupi alle 10:11 in Net marketing | Permalink
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